Il dialogo nella città di Noale

UN FENOMENO CHE VA GESTITO E SUBITO

L’accoglienza tramite S.P.R.A.R. come ineluttabile strumento di gestione e di integrazione del fenomeno dei richiedenti asilo.
Da sempre i rapporti umani sono una cosa molto complicata e si basano principalmente sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Questi sono ancor più difficoltosi in una società complessa ed esclusiva come quella in cui purtroppo o per fortuna viviamo. Tracciare quindi un percorso di integrazione è difficilissimo, se l’integrazione viene vista come una minaccia, ma ahi noi, i fatti nel Mondo, la crisi economica, la paura sono cose con cui si deve e si dovrà sempre più fare i conti, così come dobbiamo capire, che il flusso migratorio verso il Bel Paese non è un fenomeno passeggero e non terminerà  certo domani. Quindi cosa fare?
Dal nostro punto di vista la cosa peggiore sarebbe chiudersi in una stanza insonorizzata sperando che la cosa passi, come ha dimostrato la recente cronaca anche ai confini della nostra città, questo è impossibile.
Volenti o nolenti questo succederà. Ci verrà chiesto, come sempre nelle emergenze, di fare la nostra parte e non sarà certo un esiguo di ragazzi africani o mediorientali, scappati alla guerra, che ci renderanno meno ricchi nel futuro.
Alla luce di questo e dalle esperienze raccolte, in particolar modo da due partecipati incontri tenutesi nei giorni scorsi: uno con le testimonianze di accoglienza in prima linea, l’altro che ha cercato di far luce sulle dinamiche della migrazione mediterranea e le possibili azioni in risposta. Siamo giunti alla conclusione che uno strumento valido, facilmente in mano all’Amministrazione per superare Paura e Diffidenze, non può che essere lo S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati costituisce una rete di centri di “seconda accoglienza” destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale. Esso non è finalizzato ad un assistenzialismo fine a se stesso ma all’integrazione sociale ed economica di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria). Lo S.P.R.A.R. si propone due obiettivi principali, il primo è quello di offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario ed il secondo è favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia personale. Lo S.P.R.A.R. permette tutto questo dando la possibilità di scegliere chi ospitare ed al contempo permettendo un maggiore controllo e una più attenta gestione dei fondi messi a disposizione.  Ma la cosa più importante a nostro avviso è l’opportunità di generare una reale integrazione, di tutela reale della comunità che ospita e per chi viene ospitato. Garantendo un percorso integrativo e di partecipazione, che in pratica permette agli ospitati di essere anche una risorsa per la Comunità che ospita.
Gli estemporanei racconti di invasioni, i dati forniti a casaccio ed populismi vari ed eventuali fomentano paura, fanno leva sui casi di cronaca parlando principalmente di violenze, furti, reati. E’ palese che tra chi fugge c’è anche chi viene qui solo per delinquere e vivacchiare. Anche questo è parte della realtà, noi del PD non siamo ciechi di fronte a TUTTA la realtà, ma questo accade soprattutto quando il fenomeno non lo si governa ma lo si subisce. Lo S.P.R.A.R. permette di avere la sicurezza che chi viene ospitato sia una persona che vive la condizione di rifugiato e richiedente asilo, con la volontà di migliorare il suo stato.

Se si vuole governare la migrazione e trasformarla in risorsa, anziché subirla, bisogna prendere l’iniziativa ed in fretta.
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